mercoledì 30 maggio 2012

13 MAGGIO 2012: CONTRO IL MONDIALISMO!

Parigi, domenica 13 maggio, manifestazione nazionalista unitaria contro il Mondialismo. Attivisti europei del Network Anticapitalista (ACN/AKN) presenti, all'interno del blocco dei Nationalistes Autonomes francesi.






Contro le oligarchie globali, tutti uniti contro il Mondialismo!
Tegen de mondiale elites, allen verenigd tegen het globalisme!
Contre les élites mondiales, tous unis contre le mondialisme!
Against the global elites, all united against globalism!
Ενάντια στην παγκόσμια ελίτ, όλοι ενωμένοι κατά της παγκοσμιοποίησης!
Contra as elites globais, todos unidos contra a globalização!
SMASH CAPITALISM!

mercoledì 11 aprile 2012

M31 - giornata europea di azione contro il capitalismo

Sabato 31 marzo attivisti nazionali e simpatizzanti del Network Anticapitalista hanno supportato l'iniziativa denominata "M31 - giornata europea di azione contro il capitalismo" per mostrare la propria totale opposizione nei confronti dell'offensiva neoliberista e turbocapitalista che sta colpendo duramente l'Italia e le nazioni europee, contribuendo a creare più povertà, più precarietà, più disoccupazione, maggiori diseguaglianze e annichilendo pesantemente i Diritti dei cittadini e lavoratori. Azioni di protesta si sono svolte in diverse città italiane ed europee!

mercoledì 28 marzo 2012

I ricchi sono differenti: diventano sempre più ricchi!

Articolo apparso sul Washington Post conferma la continua concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi!
The rich are different; they get richer!
Occupy Wall Street is not known for the precision of its economic analysis, but new research on income distribution in the United States shows that the group’s sloganeering provides a stunningly accurate picture of the economy. In 2010, according to a study published this month by University of California economist Emmanuel Saez, 93 percent of income growth went to the wealthiest 1 percent of American households, while everyone else divvied up the 7 percent that was left over. Put another way: The most fundamental characteristic of the U.S. economy today is the divide between the 1 percent and the 99 percent.It was not ever thus. In the recovery that followed the downturn of the early 1990s, the wealthiest 1 percent captured 45 percent of the nation’s income growth. In the recovery that followed the dot-com bust 10 years ago, Saez noted, 65 percent of the income growth went to the top 1 percent. This time around, it’s reached 93 percent — a level so high it shakes the foundations of the entire American project.
The consequences of this concentration of wealth and income extend beyond the purely economic. A middle class enduring prolonged stagnation isn’t likely to fund projects the nation needs to undertake — such as rebuilding our infrastructure or increasing teacher pay — or, ultimately, to retain its faith in the efficacy of democracy. The rise of super PACs, the low rates of taxation on capital gains and hedge fund operators, the ability of the major banks to fend off reform — all testify to the power of a neo-plutocracy beyond democratic control.

venerdì 16 marzo 2012

Soldi italiani finanziano all'estero imitazioni del Made in Italy

Esprimiamo la nostra più totale solidarietà ai manifestanti della Coldiretti, delle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti, insieme ai cittadini e ai rappresentanti delle Istituzioni a livello nazionale, regionale e locale che hanno ieri dimostrato a Roma contro l'ennesima VERGOGNA di questo governo e del parlamento: il mancato divieto per legge del finanziamento di prodotti realizzati all’estero che imitano il vero Made in Italy!
Sembra assurdo, ma è così: il marchio Italia, i prodotti locali italiani, fanno parte del principale patrimonio del Paese che non viene adeguatamente tutelato e rispettato ed è invece spesso banalizzato, usurpato, contraffatto e sfruttato, come dimostra il caso emblematico del falso Made in Italy di Stato rappresentato dal “Pecorino” prodotto completamente in Romania con i soldi dello Stato italiano, ossia di tutti noi!
L'ennesimo esempio del modo in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani sfruttando il valore evocativo del Made in Italy, un caso eclatante di spreco di risorse pubbliche a danno degli italiani e della comunità nazionale!
Come dire: soldi italiani per far produrre contraffazioni del Made in Italy e a noi restano i disoccupati! Criminale!
Diversi gli striscioni, come «Stop al falso pecorino di Stato», «Con i nostri soldi lavoro in Romania e disoccupati in Italia», «Paghiamo l’Imu per favorire il falso Made in Italy».

lunedì 12 marzo 2012

lunedì 20 febbraio 2012

Fermare la globalizzazione!

Sabato 11 febbraio attivisti dell’ACN/AKN e autonomi di Resistenza Nazionale hanno effettuato un presidio contro la globalizzazione, i cui effetti sono causa della massiccio impoverimento della nostra Nazione e di fasce crescenti della sua popolazione.


La globalizzazione portata avanti da decenni dalle oligarchie apolidi internazionali sta presentando un conto economico decisamente elevato alle nazioni europee. L’impatto sociale ed economico è stato feroce: delocalizzazioni, chiusure di impianti industriali grandi, medi e piccoli, stagnazione nei salari, precarizzazione (mascherata da ‘flessibilità moderna’) massiccia di fette non indifferenti di popolazione, assenza di prospettive, crescenti diseguaglianze, emarginazione violenta di tutte le persone non più utili all’ingranaggio di sfruttamento e competizione esasperata e annichilente sono ormai caratteristiche stabili della nostra società. Gli unici vincitori sono e rimangono ristrette oligarchie economico-finanziarie, assieme ai loro lacchè locali, politicanti e élites che aiutano a promuovere un’ideologia criminale che ha nel profitto di pochi la sua unica ragion d’essere.



Inutile dire che eravamo stati avvertiti di quanto stesse accadendo e dei deleteri effetti di tali processi: la globalizzazione turbocapitalista è il peggior nemico di tutte le nazioni europee e dei suoi cittadini e le prospettive non fanno presagire nulla di buono per gli anni a venire, se non la continua estensione (e radicalizzazione) di tutto ciò: la globalizzazione sta devastando il presente e il futuro di tutti noi!

venerdì 13 gennaio 2012

Network anticapitalista - ACN/AKN

Data la totale condivisione dei 5 punti, in cui ci riconosciamo pienamente, la crew di Stop Capitalismo ha deciso di supportare il network ACN/AKN.